Busta paga e CCNL
Fringe benefit auto aziendali 2026: dopo cinque anni aumenta il valore imponibile
Dal 2026 cambiano età del veicolo, optional e riassegnazioni nel calcolo fiscale delle auto aziendali: regole, esempio e controlli in busta paga.
La risposta in breve
Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148 è in vigore dal 12 agosto; la ripubblicazione del 4 settembre aggiunge le note ma non cambia valore o efficacia della norma.
Da sapere
Il valore convenzionale resta basato su 15.000 chilometri e tabelle ACI: aliquota ordinaria del 50%, ridotta al 10% per le elettriche pure e al 20% per le ibride plug-in.
Da controllare
Dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo alla prima immatricolazione, il valore determinato dalla regola ordinaria aumenta del 50%.
Primo passo
Recupera modello esatto, alimentazione e costo chilometrico dalle tabelle ACI 2026.

Aggiornamento del 27 settembre: valore fiscale e netto
Abbiamo precisato le ipotesi dell’esempio e i limiti degli strumenti collegati: i numeri mostrano il valore convenzionale dell’auto senza somme trattenute e fuori dal regime transitorio, non l’effetto sul netto. Il calcolatore della RAL ordinaria non ricostruisce il fringe benefit auto. Per la verifica del cedolino occorre il prospetto aziendale con regime applicato, dati del veicolo e trattenute.
La risposta rapida: che cosa cambia nel 2026
Per le auto aziendali concesse anche per uso personale, il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148 interviene sul valore che entra nel reddito di lavoro dipendente. Conferma le percentuali legate all’alimentazione, ma introduce due correttivi: un aumento del 50% dopo il quinto anno successivo alla prima immatricolazione e una maggiorazione del 5% per optional o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non comprati direttamente dal lavoratore.
La norma è stata pubblicata l’11 agosto ed è in vigore dal 12 agosto 2026. Il 4 settembre la Gazzetta Ufficiale ne ha ripubblicato il testo con le note: l’avvertenza precisa che valore ed efficacia dell’atto restano invariati. Non si tratta quindi di una seconda entrata in vigore, ma di una versione ufficiale più agevole da leggere insieme ai riferimenti normativi.
- Entrata in vigore del decreto: 12 agosto 2026.
- Applicazione delle nuove regole: periodo d’imposta 2026.
- Ripubblicazione con note: 4 settembre 2026, senza nuova decorrenza.
- Perimetro: veicoli concessi al dipendente in uso promiscuo.
Come si calcola il valore con le tabelle ACI?
La base non è il prezzo dell’auto, il canone di leasing o i chilometri realmente percorsi dal dipendente. Si parte invece dal costo chilometrico del modello indicato nelle tabelle nazionali ACI e lo si moltiplica per una percorrenza convenzionale annua di 15.000 chilometri. Sul risultato si applica la percentuale prevista dalla legge.
La percentuale ordinaria è il 50%. Scende al 10% per i veicoli a batteria con trazione esclusivamente elettrica e al 20% per le ibride plug-in. Un’ibrida non ricaricabile non rientra nella riduzione riservata alle plug-in. Dal valore ottenuto si sottraggono le somme eventualmente trattenute al dipendente per la concessione del veicolo, comprese quelle riferite ad accessori e allestimenti.
- Formula di partenza: costo ACI al chilometro × 15.000 chilometri.
- Veicolo ordinario: 50% del valore convenzionale.
- Elettrico puro: 10% del valore convenzionale.
- Ibrido plug-in: 20% del valore convenzionale.
Che cosa succede dopo il quinto anno dall’immatricolazione?
Il nuovo fattore temporale richiede di guardare la data di prima immatricolazione, non la data in cui l’auto viene assegnata al lavoratore. Il valore determinato con le percentuali del 50%, 10% o 20% aumenta del 50% dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della prima immatricolazione.
Esempio sul calendario: per un’auto immatricolata nel 2020, i cinque anni successivi sono 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025. L’incremento scatta quindi dal 2026. Per un veicolo immatricolato nel 2021, la soglia si supera dopo il 31 dicembre 2026. L’aumento riguarda il valore fiscale convenzionale e non significa che il prezzo di mercato dell’auto salga.
Optional, allestimenti e contributi pagati dal dipendente
Se accessori o allestimenti non sono già valorizzati nelle tabelle ACI e non sono stati acquistati direttamente dal lavoratore, il valore ottenuto dopo le altre regole aumenta del 5%. La disposizione evita che dotazioni ulteriori restino fuori dalla valorizzazione forfetaria solo perché non compaiono nella tabella del modello.
Il passaggio è diverso quando il lavoratore sostiene un costo. Le somme trattenute dall’azienda in relazione alla concessione dell’auto, anche per accessori e allestimenti, devono essere sottratte dal valore convenzionale. Per controllare il cedolino servono quindi almeno modello esatto, alimentazione, prima immatricolazione, optional non tabellati e trattenute effettivamente applicate.
Le regole transitorie per veicoli più vecchi e riassegnazioni
Il decreto conserva la disciplina vigente al 31 dicembre 2024 per i veicoli concessi in uso promiscuo dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024 e per quelli ordinati dal datore entro il 31 dicembre 2024 e assegnati nel 2025. La vecchia regola continua fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla prima immatricolazione; dopo quella data anche il relativo valore aumenta del 50%.
La continuità vale anche se uno dei veicoli compresi nel regime transitorio viene riassegnato a un altro dipendente. Questo chiarimento è rilevante per flotte, mobilità interna e sostituzioni: non basta una nuova lettera di assegnazione per trattare il mezzo come se fosse appena entrato nel parco auto. Per i veicoli concessi nel 2025 che non rientrano nella salvaguardia, le nuove disposizioni si applicano dal periodo d’imposta 2026.
Esempio pratico con un costo ACI ipotetico
Ipotizziamo un costo ACI di 0,60 euro al chilometro, solo per mostrare il metodo: non è il costo verificato di un modello reale. Consideriamo un anno intero, nessuna somma trattenuta al lavoratore e un veicolo soggetto alle percentuali ordinarie, fuori dal regime transitorio descritto sopra. La base convenzionale annua è 9.000 euro: 0,60 moltiplicato per 15.000. Il valore è 4.500 euro al 50%, 1.800 euro per una plug-in al 20% e 900 euro per un’elettrica pura al 10%.
Se è superata la soglia temporale prevista dalla norma, l’incremento del 50% porta quei valori rispettivamente a 6.750, 2.700 e 1.350 euro. In un caso distinto, senza incremento per anzianità e senza somme trattenute, il 5% per optional che rispettano le condizioni di legge aggiunge 225 euro a 4.500, per un totale di 4.725 euro. Non sono aumenti di stipendio né imposte da pagare: sono valori fiscali convenzionali.
L’esempio non combina maggiorazioni e somme trattenute al dipendente e non quantifica un netto. Per un veicolo nel regime transitorio va verificato il valore di partenza della disciplina salvaguardata, senza applicare automaticamente le percentuali di questo esempio. Il comma 4 estende dal 2026 anche a quei veicoli la disposizione sugli optional.
- Non usare il prezzo di listino al posto del costo chilometrico ACI.
- Non confondere valore imponibile e denaro versato in busta paga.
- Applica il fattore anzianità soltanto dopo avere verificato la prima immatricolazione.
- Sottrai solo contributi del dipendente documentati e realmente trattenuti.
Come leggere l’effetto su busta paga e offerta di lavoro?
Il valore dell’auto è reddito imponibile in natura: aumenta la base su cui vengono calcolati prelievi e contributi, ma non corrisponde a una somma di denaro accreditata al lavoratore. Per questo il cedolino può mostrare un imponibile superiore alla sola retribuzione monetaria e un netto più basso rispetto a uno scenario senza auto, pur in presenza di un vantaggio economico e pratico.
Quando confronti due offerte, separa la RAL pagata in denaro, il valore fiscale dell’auto, l’eventuale contributo richiesto al dipendente e i costi personali evitati. La stima dalla sola RAL descrive uno scenario retributivo ordinario: non determina il netto del cedolino con l’auto e non sostituisce il prospetto aziendale. Non sommare automaticamente il valore del benefit alla RAL monetaria, perché il motore lo tratterebbe come retribuzione in denaro.
Per ricostruire una differenza, confronta lettera di assegnazione e date del veicolo, prospetto di valorizzazione e periodo di utilizzo, voce del benefit nel cedolino, imponibili e somme trattenute. Chiedi a chi elabora la busta paga di spiegare ciascun passaggio: una variazione dell’accredito può dipendere anche da conguagli o altre voci, non soltanto dall’auto.
La checklist per HR, payroll e gestione della flotta
Per applicare la norma senza errori, HR e payroll devono allineare anagrafica del mezzo e lettera di assegnazione. Il punto più delicato è la cronologia: ordine, prima immatricolazione, prima concessione e successive riassegnazioni possono portare a regimi diversi anche per auto apparentemente simili.
È utile consegnare al dipendente un prospetto comprensibile con costo chilometrico ACI, percentuale applicata, eventuale incremento per anzianità, optional, trattenute e valore mensile riportato nel cedolino. La norma stabilisce il metodo fiscale, non il valore complessivo che una persona deve attribuire all’auto quando decide se accettare un’offerta.
Domande frequenti sul fringe benefit auto 2026
La ripubblicazione del 4 settembre fa ripartire la norma? No. La Gazzetta specifica che valore ed efficacia restano invariati; il decreto è in vigore dal 12 agosto 2026 e le disposizioni dell’articolo 2 si applicano al periodo d’imposta 2026.
Dopo cinque anni la percentuale passa sempre dal 50% al 75%? Il testo prevede un incremento del 50% del valore già determinato. In termini matematici, il valore calcolato al 50% diventa una volta e mezza, ma per elettriche e plug-in si parte dalle rispettive percentuali ridotte.
Gli optional aumentano sempre il fringe benefit? No. La maggiorazione del 5% riguarda accessori o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati direttamente dal lavoratore.
Una riassegnazione azzera l’età del veicolo? No. Per il regime transitorio il decreto chiarisce che la disciplina continua anche quando il mezzo viene concesso a un altro dipendente; la prima immatricolazione resta il riferimento temporale.
Il valore imponibile coincide con il vantaggio economico dell’auto? No. È una valorizzazione fiscale convenzionale. Il vantaggio personale dipende anche da uso consentito, carburante, manutenzione, assicurazione, contributo del dipendente e costi di mobilità evitati.
Dal contesto al tuo caso
Scegli il collegamento che risponde al tuo dubbio: ogni strumento indica il proprio ambito.
Calcola il netto della RAL monetaria
Un riferimento per la retribuzione ordinaria: non calcola il valore dell’auto né il netto del cedolino che la include.
Confronta due offerte di lavoro
Separa RAL, netto annuo e benefit senza trattare automaticamente il valore fiscale dell’auto come denaro disponibile.
Consulta la guida ai benefit CCNL
Inquadra welfare e prestazioni contrattuali accanto all’auto aziendale e alle componenti monetarie.
Stima il costo azienda ordinario
Per HR, affianca il costo del rapporto al prospetto fiscale e gestionale della flotta.
Fonti primarie
Documenti usati per fatti, date e numeri, con il periodo di riferimento indicato dalla fonte.
Normattiva
Decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148 — testo vigente11 agosto 2026; in vigore dal 12 agosto; verificato il 7 settembre 2026
Gazzetta Ufficiale
Articolo 2 con note — auto aziendali e optionalripubblicato il 4 settembre 2026; verificato il 7 settembre 2026
Agenzia delle Entrate · Gazzetta Ufficiale
Tabelle nazionali ACI — fringe benefit 202623 dicembre 2025; verificato il 7 settembre 2026
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