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Permessi 104 condivisi: chi restituisce l’indennità se si superano i limiti

La circolare INPS 100 del 18 settembre distingue permessi oltre i tre giorni e uso contemporaneo. Esempi e controlli su calendario, presenze e cedolino.

Analisi da fonti primarie

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4 minuti di lettura

La risposta in breve

Per la stessa persona assistita, i tre giorni mensili sono condivisi fra tutti gli aventi diritto.

Da sapere

Il recupero cambia secondo il motivo: limite esaurito oppure permessi usati contemporaneamente.

Da controllare

Autorizzazione, calendario delle assenze e cedolino vanno confrontati prima di stimare un importo da restituire.

Primo passo

Confronta il calendario di tutti gli autorizzati per la stessa persona assistita.

Le mani di due adulti accanto a un’agenda aperta, con segnapagina colorati e penne su un tavolo di casa.
Immagine illustrativa originale generata con AI per CalcoloNetto; non ritrae una famiglia reale né documenti di richiesta dei permessi.

Il chiarimento INPS del 18 settembre

Se più familiari autorizzati usano i permessi 104 per la stessa persona, l’INPS recupera l’indennità fruita oltre i limiti. La circolare 100 del 18 settembre 2026 distingue due situazioni: giorni o ore utilizzati dopo l’esaurimento del limite mensile, e utilizzo contemporaneo da parte di più lavoratori. Capire quale si è verificata serve a individuare chi è coinvolto nel recupero.

Il chiarimento riguarda i permessi dell’articolo 33, comma 3, della legge 104/1992 per l’assistenza a un familiare con disabilità grave. Qui consideriamo dipendenti già autorizzati: non è una guida ai requisiti di accesso, ai permessi personali del lavoratore con disabilità o agli altri congedi.

Più autorizzazioni, un limite condiviso

La possibilità di autorizzare più familiari risale alla riforma del 2022 che ha eliminato il referente unico dell’assistenza. Restano tre giorni complessivi al mese per la stessa persona assistita, fruibili anche in ore, e l’obbligo di alternarsi. La circolare di settembre spiega i recuperi: non assegna tre giorni aggiuntivi a ogni familiare.

Un provvedimento favorevole sulla propria domanda, quindi, va letto insieme ai permessi effettivamente utilizzati dagli altri aventi diritto. Per controllare il limite serve un calendario comune, aggiornato anche quando una giornata programmata viene spostata o non utilizzata.

Limite superato: conta chi usa il permesso in eccesso

Quando i tre giorni complessivi sono già esauriti, il recupero riguarda il lavoratore che utilizza quelli eccedenti. La priorità temporale richiamata dall’INPS riguarda la fruizione del beneficio: non è una graduatoria basata su chi ha presentato per primo la domanda.

L’esempio della circolare è riferito a marzo 2026: A usa il 5 e il 18, B il 25 e il 30. Il limite è raggiunto il 25; il 30 è la giornata eccedente, da recuperare a B. Contare soltanto le due giornate di ciascun lavoratore farebbe perdere di vista il totale condiviso di quattro.

Permessi contemporanei: il recupero si ripartisce

Se gli aventi diritto usano il permesso nella stessa giornata o nelle medesime ore per la stessa persona, manca l’alternanza. Per questa ipotesi l’INPS indica una ripartizione dell’indebito in parti uguali fra chi ha utilizzato contemporaneamente il beneficio.

Nel secondo esempio della circolare, A usa il 5 marzo, A e B entrambi il 18, B il 25. Per il 18 l’indebito è attribuito al 50% a ciascuno, rapportandolo all’orario lavorativo previsto per quel lavoratore. Il dato non permette di concludere che le somme in euro o le variazioni del netto saranno identiche.

Sono esempi distinti riportati dall’INPS. Se il tuo caso combina sovrapposizioni, giornate e frazioni orarie, prepara il dettaglio effettivo e chiedi una verifica della posizione: non ricavare un importo applicando una percentuale alla RAL.

Dal calendario condiviso al cedolino

Per prevenire un errore, tieni una riga per ogni assenza: data, familiare che usa il permesso, giornata intera oppure orario di inizio e fine, stato previsto o effettivamente fruito. Il conteggio deve riguardare la stessa persona assistita. Condividi solo le informazioni necessarie all’organizzazione, evitando di inserire diagnosi o documenti sanitari nel calendario.

A fine mese confronta tre elementi: il calendario aggiornato con gli altri familiari, le assenze registrate dal tuo datore e le quantità riportate nel cedolino. Non fermarti al saldo dei permessi ordinari o ROL: individua la voce relativa all’assistenza, chiedendone il significato all’ufficio paghe se la sigla non è chiara.

Se arriva una comunicazione di recupero, conserva il provvedimento e annota periodo, giornate o ore contestate e criterio indicato. Presenta all’INPS i riferimenti della posizione e chiedi all’ufficio paghe il riscontro sulle assenze registrate. Questa raccolta documentale aiuta a formulare una richiesta precisa; non sostituisce la verifica del caso né descrive una procedura di ricorso.

La circolare non consente di prevedere una trattenuta identica per tutti nel cedolino successivo. Anche il calcolatore salariale di CalcoloNetto non determina questo recupero: usa il cedolino e il provvedimento per controllare gli importi effettivi, senza trasformare gli esempi in una stima personale del netto.

Dal contesto al tuo caso

Scegli il collegamento che risponde al tuo dubbio: ogni strumento indica il proprio ambito.

Fonti primarie

Documenti usati per fatti, date e numeri, con il periodo di riferimento indicato dalla fonte.

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— Fondatore e autore di CalcoloNetto

Progettista meccanico senior, ha creato CalcoloNetto a partire da un’esigenza personale, scegliendo poi di condividere il progetto. Ne cura lo sviluppo, le nuove funzionalità e i contenuti informativi, applicando un metodo basato sullo studio delle fonti, sulla verifica delle ipotesi e sul miglioramento continuo.

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