Autonomi
ISCRO 2026, domande aperte fino al 31 ottobre: chi può presentarle e chi resta escluso
ISCRO 2026: domanda entro il 31 ottobre, confronto tra reddito 2025 e biennio 2023–2024, requisiti e vincolo per chi ha già ricevuto la prestazione.
La risposta in breve
ISCRO 2026: domanda entro il 31 ottobre, confronto tra reddito 2025 e biennio 2023–2024, requisiti e vincolo per chi ha già ricevuto la prestazione.
Cosa cambia
La domanda ISCRO 2026 è disponibile dal 15 giugno al 31 ottobre 2026.
Impatto pratico
La misura riguarda lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata che rispettano i requisiti previsti.
Cosa fare
Verifica di non avere fruito dell’ISCRO nel 2024 o nel 2025.

La finestra 2026 è ufficialmente aperta
Con il messaggio n. 1987 del 15 giugno 2026, INPS ha riattivato il servizio per l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa. La domanda può essere trasmessa fino al 31 ottobre 2026, termine ultimo indicato dall’Istituto.
ISCRO è una misura strutturale rivolta ai lavoratori autonomi che esercitano abitualmente un’attività professionale e sono iscritti alla Gestione separata. L’apertura del servizio non implica però un accesso automatico: requisiti reddituali, contributivi e di compatibilità devono essere verificati sulla singola posizione.
Precisazione dell’11 settembre: quali redditi confrontare
Il riferimento generico agli anni rilevanti è stato precisato con la circolare INPS 84/2024, paragrafi 3.3–3.6. Applicando la regola alla domanda 2026, il reddito professionale del 2025 deve essere inferiore al 70% della media dei redditi professionali del 2023 e del 2024. Non si tratta di un calo del fatturato del 70%, né di un confronto fra gli ultimi mesi.
Esempio illustrativo: con redditi di 10.000 e 12.000 euro nel biennio, la media è 11.000 euro e il 70% è 7.700 euro. Un reddito 2025 di 7.500 euro soddisfa questo solo requisito; 7.700 euro esatti no, perché la regola richiede un valore inferiore. Il confronto riguarda il reddito professionale dichiarato nei quadri RE, RH o LM, secondo il caso.
Restano separati il limite di reddito rivalutato per l’anno, la regolarità contributiva e la partita IVA attiva da almeno tre anni per l’attività interessata. Il solo calo non basta. L’esempio non determina l’importo spettante né sostituisce la verifica di tutti i requisiti e delle incompatibilità nella scheda INPS.
Il vincolo che esclude chi ha già fruito della prestazione
La regola più delicata riguarda il biennio successivo all’anno di inizio della fruizione. Non possono accedere alla domanda 2026 coloro che hanno già beneficiato dell’ISCRO nel 2024 o nel 2025.
L’esclusione opera anche quando il beneficiario è decaduto prima di ricevere tutte le sei mensilità. Possono invece presentare domanda coloro che non l’avevano richiesta nelle due annualità precedenti o che avevano ricevuto un rigetto o una revoca fin dall’origine, fermo il rispetto di tutti gli altri requisiti.
- Fruizione iniziata nel 2024 o 2025: accesso 2026 escluso.
- Domanda precedente respinta: nuova domanda possibile, se spettante.
- Prestazione revocata dall’origine: nuova domanda possibile, se spettante.
- Decadenza durante la fruizione: il vincolo biennale resta applicabile.
Come si presenta la domanda?
Il servizio è disponibile nel Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche del portale INPS. Per autenticarsi sono ammessi SPID di livello 2 o superiore, CIE di livello 3, CNS o identità eIDAS. In alternativa è possibile utilizzare il Contact Center multicanale.
In fase di compilazione il richiedente deve autocertificare i redditi prodotti per ciascuno degli anni necessari alla verifica. È quindi opportuno predisporre prima i dati fiscali e controllare la coerenza tra dichiarazioni, posizione contributiva e informazioni già disponibili all’Istituto.
Gestione separata: la formalizzazione resta necessaria
INPS ricorda che la mancata formalizzazione dell’iscrizione alla Gestione separata non blocca da sola la liquidazione quando risulta assolto l’obbligo contributivo. Ciò non elimina, tuttavia, la necessità di regolarizzare formalmente l’iscrizione.
Per chi valuta ISCRO insieme al reddito disponibile della propria attività, è utile mantenere distinti tre piani: fatturato, reddito imponibile e sostegno previdenziale. La prestazione non trasforma il fatturato in reddito netto e non sostituisce un’analisi completa di imposte e contributi.
Dal contesto al tuo caso
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Fonti primarie
Documenti usati per fatti, date e numeri. Ultima verifica: 11 settembre 2026.
| Ente | Documento | Pubblicato | Fonte |
|---|---|---|---|
| INPS | ISCRO 2026: guida al bonus INPS per partite IVA e freelance | 16 giugno 2026 | Apri |
| INPS | Messaggio n. 1987 del 15 giugno 2026 | 15 giugno 2026 | Apri |
| INPS | Circolare n. 84: requisiti reddituali e contributivi, paragrafi 3.3–3.6 | 23 luglio 2024; PDF consultato l’11 settembre 2026 | Apri |
| INPS | Scheda del servizio ISCRO: requisiti e incompatibilità | aggiornata il 4 luglio 2025; consultata l’11 settembre 2026 | Apri |
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