INPS e welfare
NASpI, CIG e DIS-COLL 2026: gli importi ufficiali INPS da conoscere subito
Rilettura editoriale delle tabelle INPS 2026 su cassa integrazione, NASpI e DIS-COLL: massimali aggiornati e impatto pratico sulle stime di reddito da gennaio 2026.
La risposta in breve
Rilettura editoriale delle tabelle INPS 2026 su cassa integrazione, NASpI e DIS-COLL: massimali aggiornati e impatto pratico sulle stime di reddito da gennaio 2026.
Cosa cambia
Il 29 gennaio 2026 INPS ha pubblicato le tabelle degli importi 2026 per integrazione salariale, assegni, disoccupazione e fondi.
Impatto pratico
Dal comunicato stampa ufficiale emerge un massimale unico di 1.423,69 euro lordi mensili per i principali trattamenti di integrazione salariale.
Cosa fare
Segna i massimali 2026 come base dei tuoi scenari prudenziali.
Che cosa ha aggiornato INPS?
La notizia pubblicata da INPS il 29 gennaio 2026 rinvia alla circolare n. 4 del 28 gennaio 2026, che aggiorna dal 1 gennaio 2026 gli importi massimi per integrazione salariale, assegni e indennità di disoccupazione.
Il comunicato stampa collegato spiega che non nascono nuove prestazioni, ma vengono aggiornati i massimali economici in base alla variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. E proprio questo aggiornamento che rende le tabelle 2026 utili per chi deve ragionare sul reddito di continuità.
- Decorrenza: 1 gennaio 2026.
- Fonte base: circolare INPS 28 gennaio 2026, n. 4.
- Oggetto: CIGO, CIGS, CISOA, FIS, fondi di solidarieta, NASpI e DIS-COLL.
- Funzione: aggiornare massimali e non creare nuove prestazioni.
I numeri che contano davvero
Nel comunicato stampa ufficiale INPS il massimale unico per i principali trattamenti di integrazione salariale e fissato a 1.423,69 euro lordi mensili, pari a 1.340,56 euro netti. Per il settore edile e lapideo, in caso di intemperie stagionali, il limite cresce del 20 per cento.
Per NASpI e DIS-COLL, sempre secondo il comunicato stampa ufficiale, l'importo massimo mensile è 1.562,82 euro. Questo dato è centrale perché evita un errore molto comune: stimare il sostegno come semplice percentuale dell'ultimo stipendio senza considerare il tetto massimo.
La lettura di CalcoloNetto
Per pianificare un periodo senza lavoro, confronta spese ricorrenti e sostegno effettivamente stimato sul tuo caso. Il massimale pubblicato è un tetto: non garantisce che la prestazione individuale raggiunga quell’importo.
Il dato non va letto come netto disponibile finale, ma come massimale lordo da cui partire. Se stai valutando un cambio di lavoro, un settore più volatile o un percorso da dipendente a parasubordinato, conoscere questi limiti rende la pianificazione più realistica.
- Usa i massimali come scenario di protezione, non come reddito garantito netto.
- Ricorda che durata e formula della prestazione restano decisive oltre al massimale.
- Confronta il rischio reale del tuo settore con il sostegno massimo ottenibile.
Fonti primarie
Documenti usati per fatti, date e numeri. Ultima verifica: 6 settembre 2026.
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